“ACQUA IN BOCCA IN QUARANTENA!” – EVITIAMO LA DISIDRATAZIONE

disidratazione

Aprile 23, 2020

Dire che bere acqua è importante, in una situazione di normalità è già abbastanza scontato…e tuttavia ce ne dimentichiamo lo stesso!
La disidratazione, anche lieve se protratta, porta con sé alterazioni della fisiologia corporea che possono essere molto gravi. Soprattutto in alcune fasce d’età e/o in presenza di patologie sottostanti.

Proprio gli anziani -a rischio maggiore di patologie infettive e di disidratazione- in queste settimane a causa di concreti disagi psicologici e sociali rischiano di amplificare i rischi. Ricordare e assistere i nostri cari affinché si curino a partire dalla loro dieta (e non solo con le medicine!!) è importante per prevenire situazioni. Tanto gravi quanto comuni di malnutrizione, che li rende ancora più suscettibili a insulti infettivi, squilibri metabolici e esacerbazione di patologie. (attenzione a diabete e sbalzi glicemici da disidratazione!)
Ma anche per i soggetti in stato di salute e in fasce d’età inferiori, ricordarsi dell’acqua è importante. Bere tanta acqua può essere utile a contrastare “effetti collaterali” comuni della quarantena.

Gli “effetti collaterali” comuni della quarantena

1) Primo fra tutti: la stipsi. La regolarità intestinale è fortemente minata dal ridotto movimento a cui siamo più o meno costretti: un apporto adeguato di liquidi e di fibre (da acqua, frutta e verdura) permette di evitare un rallentamento del transito intestinale responsabile di gonfiori e pesantezza, alterazioni del microbiota e disturbi funzionali legati alla stipsi.

2) L’altro spiacevole effetto della sedentarietà interessa muscolatura e articolazioni, il ricambio idrico tissutale e interstiziale e la depurazione dalle scorie. Aumentare gli apporti idrici (acqua, frutta e verdura per l’azione antiossidante di vitamine e composti fitoattivi) permette di compensare e minimizzare gli adattamenti negativi di composizione corporea -tra cui perdita di massa muscolare- legati alla sedentarietà, e di evitare fenomeni infiammatori da accumulo di tossine legato allo scarso ricircolo e ricambio tissutale, tra cui la ritenzione idrica.

3) La disidratazione lieve (anche solo del 2%) ma protratta da abitudini quotidiane può causare cattiva digestione, secchezza della pelle e delle mucose (che favorisce la suscettibilità a infezioni), mal di testa, irritabilità ed è principale causa delle emicranie in molti soggetti.

4) Molto spesso, tra le ragioni per cui si introducono calorie di troppo c’è il consumo troppo affrettato di pasti e il consumo di fuori-pasto non necessari legato a fattori di stress o emotivi.
Consumare acqua in piccole quantità durante i pasti, posando la forchetta, ci permette di rallentare l’ingestione di alimenti e nel frattempo concentrarci sulla percezione della sazietà, fermandoci a tempo debito per evitare eccessi calorici.

Consumare la maggior parte dell’acqua fuori pasto non solo ci aiuta a raggiungere i fabbisogni idrici ma è una strategia per “staccare” da routine o situazioni stressanti, prendersi una pausa consapevole e ricordarsi di prendersi cura di sé e del proprio corpo, evitando di cadere nel consumo di cibo e calorie di troppo.
Acqua ma anche bevande aromatizzate e infusi freddi senza zuccheri, tisane calde, spuntini di verdura cruda (carote, sedano e pomodorini..)

Perchè bere è fondamentale?

Il minimo per tutti i soggetti -in assenza di restrizioni per patologie – è di 1,5 litri/die , fabbisogno che può facilmente essere aumentato. Il modo per assicurare il corretto apporto idrico personale è

  • monitorare il colore delle proprie urine per capire se ci stiamo idratando in quantità adeguate
  • tenersi vicino durante tutto il giorno e assicurarsi di finire una bottiglia di acqua da 1-1,5 litri
  • consumare 2-3 porzioni di frutta fresca e 2-3 porzioni di verdura al giorno, ai pasti e fuori pasto
  • se fatichiamo a bere, vellutate, minestroni e pietanze ricche di acqua così come latte/yogurt (non più di 2-3 porzioni al giorno da 125-150 g) ci possono aiutare molto
  • evitiamo bibite e bevande zuccherate e/o alcoliche…che siamo bambini adulti o anziani non sono un “buon modo” per farci bere!

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Diana Severgnini-Dietista

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