Sindrome da tech neck

Giugno 16, 2022

Sindrome da tech neck, ovvero una sintomatologia dolorosa legata all’uso quotidiano della tecnologia. La prolungata o ripetuta postura con la testa flessa in avanti, infatti, è uno dei fattori di rischio di dolori cervicali, specialmente perché il soggetto che è sottoposto ad uno stimolo distrattivo continuo non si rende conto del tempo realmente passato in quella posizione.

Le cause della Sindrome da tech neck

Se invece che reggere un telefono e guardarlo reggessimo una mattonella dello stesso peso e stesse dimensioni con la stessa postura, proveremmo fastidio o dolore per la posizione in cui siamo in un tempo molto più breve rispetto a se stessimo reggendo il telefono, questo perché il cervello, se distratto, non riconosce immediatamente lo stimolo dolorifico, quindi impiegherà molto più tempo a segnalarci di modificare la postura.

L’inclinazione e anteposizione della testa, sollecitano in muscoli del collo fino a 5 volte di più rispetto ad una postura fisiologica del capo, producendo così tensioni e contratture muscolari perenni. Il mantenimento di queste posture per tempi prolungati, oltre a causare dolori cervico-dorso-lombari, può portare ad un atteggiamento cifotico con una chiusura anteriore del torace e può disturbare i meccanismi propriocettivi (ovvero la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio).

Sindrome da tech neck

I vizi posturali legati alla tecnologia sono un fenomeno in crescita.

Particolarmente a rischio sono gli adolescenti essendo ancora in fase di sviluppo. Tra i ragazzi si riscontra una sintomatologia che fa riferimento a frequenti mal di testa, ansia, ipereccitabilità da sforzo visivo, insonnia, difficoltà di concentrazione, disturbi respiratori, contratture.

Questa condizione non va sottovalutata, se non si interviene soprattutto ancora in giovane età c’è la possibilità di andare incontro a problematiche croniche a lungo termine come: alterazione della postura con ipercifosi e rettilineizzazione cervicale, compensi visivi, compensi gnatologici (articolazione temporomandibolare e tissutale orale), discopatie, parestesie, disturbi neurovegetativi dovuti ad una disfunzione del sistema nervoso ortosimpatico (attacco o fuga) come cefalee, nevralgie, emicranie e problemi gastrointestinali.

Cosa fare per cambiare?

Prima di tutto ciò che migliorerà davvero la sintomatologia sarà diminuire il tempo di esposizione all’oggetto in questione (telefono o computer), fare movimento e sport oltre che a rinforzare l’apparato muscoloschelettrico permettono al corpo di avere segnali posturali differenti dalla posizione che viene mantenuta durante il resto della giornata.

Rachele Mandelli – Massoterapista

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