La Plagiocefalia del neonato è un’anomalia morfologica tipica degli infanti caratterizzata da una conformazione anomala della testa. Si tratta di una condizione sempre più attenzionata dai genitori che si rivolgono al nostro centro Officina del Corpo Milano per trovare risposte e trattamenti personalizzati.
Le due diverse forme di Plagiocefalia del neonato
Per comprendere come intervenire in modo efficace, occorre sapere che esistono due diverse forme di Plagiocefalia del neonato:
- La Plagiocefalia sinostosica o primaria: causata da un’ossificazione prematura delle suture craniche e delle fontanelle.
- La Plagiocefalia non sinostosica o secondaria: causata da forze esterne che agiscono sul cranio. Quest’ultima può dipendere da un neonato rimasto molto fermo durante la gravidanza o da uno stile di vita troppo sedentario della madre, che incoraggiava il neonato a mantenere la stessa posizione per molto tempo. Può inoltre dipendere da traumi subiti durante il parto, da posizioni ripetute e mantenute a lungo dal neonato nella culla, oppure dalla presenza di un torcicollo miogeno.
Il meccanismo di crescita del cranio e l’asimmetria
La presenza di suture craniche e fontanelle è indispensabile per una crescita cranica uniforme: durante lo sviluppo, infatti, le forze vengono dissipate in modo omogeneo e l’aumento del diametro cranico risulta regolare.
Al contrario, in caso di ossificazione precoce di una sutura o in caso di rigidità di una o più ossa del cranio (per compressione da posizione), la testa tenderà a crescere in modo asimmetrico. Questo accade perché le forze non si dissiperanno ugualmente su tutto il cranio, ma si concentreranno inevitabilmente nei punti che sono rimasti più elastici e malleabili.
Quando è efficace la terapia manuale?
Il trattamento varia a seconda della gravità della situazione. Con l’Osteopata Pediatrica si può intervenire con successo sulla forma secondaria, definita anche Plagiocefalia posizionale del neonato. Questa condizione è ancora particolarmente sensibile alla terapia manuale, oltre che agli stimoli e alle accortezze posizionali che il genitore può portare avanti autonomamente al di fuori della seduta clinica.
Tipologie e classificazioni della Plagiocefalia Posizionale
La plagiocefalia viene suddivisa in diverse tipologie a seconda della zona cranica interessata: nello specifico si parla di asimmetria frontale, anteriore, occipitale o posteriore.
La tipologia di plagiocefalia posizionale più frequente in assoluto è quella occipitale. La posizione in genere più a lungo mantenuta dai neonati è infatti quella supina; in questa condizione, il peso della testa viene scaricato direttamente sulla parte posteriore del cranio per periodi di tempo prolungati, favorendone l’appiattimento.
Linee guida e accorgimenti pratici per i genitori a casa
In caso di lieve appiattimento della testa, bastano alcuni semplici accorgimenti quotidiani il cui scopo comune è ridurre la pressione continua sulla zona occipitale del cranio.
I pilastri fondamentali da seguire a casa sono:
- Tummy time (posizione prona): consiste nel proporre la posizione a pancia in giù per tutto il tempo che il neonato la tollera. Il bambino deve essere ovviamente sempre supervisionato da un adulto e l’attività va intervallata con frequenti pause. Questa pratica è sconsigliata appena dopo i pasti, mentre è molto consigliata in caso di coliche gassose.
- Supporto durante il sonno: Durante il riposo, è utile porre un piccolo cuscino specifico che favorisca la corretta simmetria della testa.
- Allattamento simmetrico: Alternare regolarmente il lato di allattamento, sia al seno che al biberon.
- Stimoli visivi e gioco: Proporre i giochi e gli stimoli colorati da qualunque angolazione. In questo modo si stimola una mobilità più fluida di tutto il segmento cervicale, favorendo la rotazione del capo per la ricerca degli oggetti.
Nota importante: In caso di appiattimenti più marcati, gli accorgimenti domestici rimangono utili ma potrebbero non bastare. Diventa quindi necessario ricorrere a trattamenti medici specifici, consultando tempestivamente il proprio pediatra curante.
Il Trattamento Osteopatico della Plagiocefalia del neonato
Numerosi studi scientifici hanno stabilito che la migliore fascia d’età per eseguire il trattamento osteopatico neonatale è quella che intercorre tra lo 0 e i 4 mesi di vita, ovvero il periodo di massima plasticità ossea.
Ma come funziona la seduta per trattare la Plagiocefalia del neonato? La manipolazione osteopatica pediatrica si basa sulla mobilizzazione delicata delle suture craniche per migliorarne l’elasticità, associata a tecniche dolci focalizzate sul sacro e sulla pelvi del neonato.

L’obiettivo terapeutico: Massima funzionalità e Comfort
Bisogna precisare che raramente si riesce a riportare la testa a una forma fisiologica perfetta affidandosi esclusivamente al trattamento manuale. L’osteopatia è fondamentale per dare gli stimoli necessari ai tessuti biologici per iniziare il processo di riconquista della meccanica fisiologica; è tuttavia indispensabile associare a questi trattamenti gli stimoli sopra elencati a carico del genitore.
L’obiettivo primario del percorso è far sì che il neonato conquisti la massima funzionalità possibile, garantendo che tutti i movimenti del collo e del corpo siano fluidi, simmetrici e comodi.
Poiché ogni neonato presenta le sue unicità, è fondamentale rivolgersi a un professionista specializzato per ricevere i consigli più adatti al singolo caso, evitando di affidarsi esclusivamente a indicazioni generali.
Prevenzione precoce della Plagiocefalia del neonato
Presso il nostro studio a Milano, le manipolazioni osteopatiche possono essere eseguite subito dopo la dimissione dall’ospedale, anche a scopo puramente preventivo. Prima si inizia la terapia osteopatica, più facile sarà raggiungere un risultato soddisfacente e duraturo per il benessere del bambino.



