SONO ASSERTIVO?

sono assertivo

Giugno 2, 2021

Nella nostra vita quotidiana, interagiamo costantemente con altre persone, dando prova di maggiore o minore fiducia in noi stessi, a seconda dei casi. Ci sono persone in presenza delle quali ci sentiamo più insicuri o situazioni che ci mettono a disagio. Ma come posso capire se sono assertivo? Sono davvero gli altri che ci fanno sentire così oppure dipende da noi?

Né riccio, né zerbino.

Gysa Jaoui

Sentirci stimati e rispettati è un fatto che non dipende tanto dagli altri, quando da una serie di capacità che abbiamo e che sappiamo usare e da una serie di convinzioni o schemi mentali che ci fanno sentire bene con noi stessi.

Le persone che hanno la “fortuna” di sentirsi capaci e adeguate vengono chiamate “assertive”:
l’assertività è la capacità di affermare i propri diritti senza farsi manipolare e senza manipolare gli altri.

L’assertività di fatto si colloca a metà tra due posizioni opposte: passività e aggressività.

IDENTIKIT DELLA PERSONA PASSIVA

La persona passiva solitamente rispetta gli altri e meno se stesso. Di fatto, non è in grado di difendere i propri diritti e interessi.

Comportamento: basso volume di voce, scarsa scioltezza di espressione, balbettii, esitazioni, silenzi, intercalari. Sguardo fuggente o a terra, mani nervose, postura tesa e scomoda, viso contratto.
Schemi di pensiero: “mi sacrifico in silenzio per gli altri”; “ciò che io sento penso o desidero non ha importanza. E’ importante quello che senti pensi e desideri tu”; “bisogna essere amati e apprezzati da tutti”.
Sentimenti e emozioni: impotenza, sensi di colpa, scarsa stima di sé, insincerità emozionale (prova aggressività, ostilità ma non la manifesta), ansia, frustrazione.

Questo tipo di comportamento non assertivo dà origine a una serie di conseguenze, come la perdita di stima e di rispetto di sé e degli altri. La persona non assertiva fa sentire gli altri colpevoli o superiori: l’altro avrà la sensazione di essere in debito con la persona non assertiva (“è così buona”), oppure si sentirà superiore e tenderà ad approfittarsi della sua “bontà”. Le persone non assertive presentano spesso problemi somatici (come conseguenza a non manifestare le loro tensioni o a esternare la loro opinione). Altre volte si lasciano andare a scoppi di aggressività e tensione, per troppo accumulo.

IDENTIKIT DELLA PERSONA AGGRESSIVA

La persona aggressiva sa difendere con forza i propri diritti e interessi, senza però tenere in conto quelli degli altri.

Comportamento: alto volume di voce, espressioni taglienti, insulti e minacce; sguardo provocatorio, volto contratto, tensione a mani e braccia, postura che invade lo spazio altrui.
Schemi di pensiero: “non mi interessa quello che pensi o senti tu. Conta il mio”; “se non faccio così gli altri se ne approfittano”; “nelle discussioni si vince o si perde”.
Sentimenti ed emozioni: ansia crescente, solitudine, frustrazione e rabbia, sulla difensiva, sensazione di mancanza di controllo, sincerità emozionale: “dico quello che penso, non inganno nessuno”.

Anche il comportamento aggressivo porta a delle conseguenze, come il rifiuto o la fuga da parte degli altri. Esso genera un circolo vizioso che costringe gli altri a essere sempre più ostili e la persona aggressiva a esserlo sempre più.
Non tutte le persone aggressive lo sono veramente, molto spesso un atteggiamento di aggressione o sfida è un tentativo di difesa mascherato, in cui la persona si sente vulnerabile agli attacchi da parte degli altri oppure si sente incapace ad affrontare situazioni di tensione.
Rientra in questo identikit anche il comportamento passivo- aggressivo: si tratta di una persona taciturna e non assertiva, che però nutre un forte risentimento nei propri pensieri e convinzioni. Solitamente usa modi indiretti come l’ironia, il sarcasmo, i discorsi allusivi, mettendo l’altro a disagio ma senza esporsi in maniera diretta.

RISPOSTE NON ASSERTIVE

Come reagisce un essere non assertivo di fronte a una situazione concreta di tensione?
Ecco quattro tipologie di risposte non assertive:

  • BLOCCO: non fare nulla, rimanere paralizzato. La mente è come vuota, attraversata da messaggi ansiogeni: “devo dire qualcosa”, “adesso che faccio”.
  • ADATTAMENTO ECCESSIVO: reagire in funzione di quello che penso l’altro si aspetti da me. “se dico cosa penso, si arrabbierà”, “vorrà che gli dia ragione”.
  • ANSIA: balbettii, sudorazione, blocco.
  • AGGRESSIVITA’: voce alta, insulti, parolacce, porte sbattute. Pensieri: “non ce la faccio più”, “tutto questo è insopportabile”, “ma chi ti credi di essere?”.

IDENTIKIT DELLA PERSONA ASSERTIVA

Le persone assertive conoscono i propri diritti e li difendono, ma nel totale rispetto degli altri. Non si sforzano di vincere, ma vogliono giungere a un accordo. Solitamente sono considerate buone ma non stupide.

Comportamento: scioltezza, sicurezza, sguardo diretto e fermo, postura comoda; manifestazione di sentimenti sia positivi che negativi, difesa senza aggressione, capacità di parlare dei propri gusti e interessi. Sa dire di no e manifestare la propria posizione; sa chiedere un favore e reagire agli attacchi; sa esprimere i sentimenti.
Schemi di pensiero: conosce i propri diritti e quelli altrui e crede nella validità di entrambi; hanno convinzioni “razionali”, basate sui fatti.
Sentimenti/ emozioni: stima di sé, rispetto per se stessi, relazioni soddisfacenti, sensazione di controllo emozionale.

APPLICAZIONE PRATICA

L’idea dell’assertività come una “via di mezzo” tra passività e aggressività è soprattutto teorica. Come mai? Semplicemente perché non esiste una modalità comportamentale assertiva standard, ma è necessario prendere in considerazione la situazione all’interno della quale si adotta un certo tipo di comportamento.

Ad esempio, in alcune circostanze un comportamento aggressivo può esser definito assertivo; così come un rimanere in silenzio (modalità passiva) potrebbe risultare una modalità assertiva o, addirittura, aggressiva.

Come si distinguono allora queste modalità comunicative? Il punto chiave è LA SCELTA.

I comportamenti non assertivi sono messi in atto in modo del tutto automatico. La persona assertiva, invece, sceglie se adottare in quella determinata circostanza un comportamento assertivo, passivo o aggressivo.

L’individuo assertivo è, pertanto, un soggetto che decide come comportarsi nelle varie circostanze e situazioni di vita.

COME LAVORARE SULLA PROPRIA ASSERTIVITA’

Il primo passo da fare è quello di osservare, conoscere e riconoscere le proprie emozioni, i propri pensieri e comportamenti.
Se non si identifica con precisione il problema, non si potrà mai risolverlo.
Per poter focalizzare meglio il problema bisogna prima rispondere a una serie di domande:

  • Quando si presenta
  • Cosa mi preoccupa
  • Con chi si presenta
  • Come lo affronto di solito
  • Perché non sono assertivo con questo comportamento
  • Qual è l’obiettivo che voglio raggiungere

TECNICHE PER ESSERE PIU’ ASSERTIVI

Esistono tre tipi di allenamenti efficaci:

  • TECNICHE DI RISTRUTTURAZIONE DEL PENSIERO:
    Il punto di partenza consiste nel diventare più consapevoli delle nostre convinzioni, per poi cambiare il modo di vedere le cose. Ma come si fa?
  1. Porta alla coscienza i pensieri annotandoli per iscritto per un periodo di tempo,
  2. analizza ogni pensiero facendo emergere le idee irrazionali ed errate sottostanti,
  3. Scegli pensieri alternativi a quelli irrazionali,
  4. Applicali nella vita quotidiana dei pensieri alternativi scelti (per es: usa auto messaggi prima, durante e dopo).
  • TECNICHE PER LO SVIPUPPO DI COMPETENZE SOCIALI:
    Puoi applicare alcuni tipi di risposte assertive come:
    risposta assertiva elementare: esprimo in modo semplice e diretto i miei interessi e diritti; risposta assertiva con riconoscimento: riconosco prima l’altra persona e i suoi diritti e poi esprimo il mio pensiero;
    risposta assertiva ascendente: aumento gradualmente la fermezza della mia risposta assertiva;
  • espressione di quello che si vorrebbe dall’altro: parla sempre in prima persona e di te stesso/a: “Quando tu…. (DESCRIVERE il comportamento, NON valutarlo. Esempio: fai tardi) ….io mi sento…. (comunicare la propria emozione). Per favore, potresti… (esempio: stare attento perché non succeda più?”
  • TECNICHE DI RIDUZIONE DELL’ANSIA: puoi usare tecniche note ma sempre molto efficaci come il rilassamento nel mezzo della tensione, la respirazione diaframmatica.

INFINE…

ALCUNI SUGGERIMENTI PRATICI PER UNA COMUNICAZIONE ASSERTIVA:

  • guarda sempre l’interlocutore negli occhi;
  • usa un tono di voce né troppo basso né troppo elevato;
  • parla con velocità moderata;
  • lascia che l’altra persona finisca di parlare prima di rispondere;
  • ascolta l’altro (feedback);
  • critica il comportamento e non la persona;
  • se l’intensità dell’emozione che stai provando è troppo elevata attendi che tu ti sia calmato/a prima di parlare con chi ti ha suscitato tale emozione;
  • incoraggia la collaborazione: “Cosa ne pensi?”, “Secondo te come stanno le cose?”, “Come ti senti?”, “Cosa possiamo fare?”.

Tratto da: Olga Castanyer, L’assertività espressione di una sana stima di sé, Cittadella Editrice.

Silvia Semprini – Psicoterapeuta e Mental Coach

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