L’IPERCOLESTEROLEMIA COS’È?

Ottobre 27, 2020

L’ipercolesterolemia (colesterolo LDL aumentato) è una condizione silente e asintomatica responsabile dell’ aterosclerosi che aumenta fortemente il rischio di eventi e patologie cardiovascolari. (Trombi, infarti, ictus, coronopatie, scompenso cardiaco…), prima causa di mortalità in assoluto al mondo e di invalidità permanente nella popolazione europea.
Oggi esistono in commercio molti prodotti per il controllo dell’ipercolesterolemia… quanto sono efficaci?

Farmaci e integratori nutraceutici agiscono con i seguenti meccanismi d’azione:

  • Riducono l’assorbimento intestinale del colesterolo alimentare o della bile che vengono eliminati con le feci. Inoltre riducono anche l’assorbimento delle vitamine liposolubili D, K, A, E , e possono alterare gli equilibri della flora batterica intestinale. (Es. Sequestranti di acidi biliari, fibrati, resine, fitosteroli e fibre solubili varie).
  • Riducono l’attività di alcuni enzimi -perlopiù del fegato- coinvolti nel metabolismo delle LDL (e dei trigliceridi). Ma con il rischio di interazioni con alcuni farmaci, epatotossicità e miopatia o reazioni avverse. (Es. Statine, acido nicotinico e anche riso rosso fermentato -monacolina K- e berberina).

Sia gli effetti positivi che quelli collaterali sono più o meno probabili e importanti in funzione della formulazione (principio attivo e biodisponibilità) e di eventuali combinazioni di prodotti. Sono massimi e ben noti per i farmaci, che richiedono perciò prescrizione medica, ma non sono affatto indifferenti nemmeno per gli integratori.

Perché?

Perché rispetto ai farmaci questi ultimi hanno formulazioni molto variabili di marchio in marchio. La qualità e l’efficacia di integratori sul mercato è molto eterogenea e i potenziali limiti di sicurezza spesso non sono certificati. Oppure sono sottovalutati, e la non necessità di prescrizione medica ne causa spesso usi impropri. Diversamente dall’opinione diffusa, la “naturalità” degli integratori non è garanzia di una loro “non pericolosità”, anzi. Gli integratori (specie quelli acquistati via web) sono tra i principali responsabili di epatotossicità nel mondo occidentale. È quindi fondamentale che -anche se gli integratori non necessitano di prescrizione- la loro assunzione sia sempre guidata da un medico che sappia orientare la scelta in funzione delle specifiche del paziente verso prodotti sicuri, affidabili e di qualità e che sappia valutare il rapporto atteso tra rischi (effetti collaterali/interazioni farmacologiche e/o alimentari) e benefici .

Ad ogni modo, sia i farmaci che gli integratori hanno un’azione reversibile sulla colesterolemia, che si esaurisce da poche ore a pochissimi giorni dopo la loro sospensione. L’assunzione dovrebbe essere continuata nel tempo in funzione della situazione clinica del paziente.

A conti fatti, l’impatto positivo di questi composti assunti da soli, risulta essere costoso e molto limitato. Senza contemporanee modifiche dello stile di vita a lungo termine e che intervengono anche su altri fattori di rischio cardiovascolari e metabolici. (Es. Pressione arteriosa, livelli di HDL e trigliceridi, insulinemia, glicemia)… a costo zero!

LA DIETA

Al contrario di quanto si pensa, l’ipercolesterolemia influenza i valori di colesterolo ematico soltanto del 10-20% (ragione per cui anche i farmaci/integratori che riducono l’assorbimento alimentare del colesterolo hanno un potere limitato): la colesterolemia dipende soprattutto dalla quantità grassi saturi assunti che aumentano il colesterolo prodotto dal fegato.

Quindi gli obiettivi nutrizionali per curare l’ipercolesterolemia si concentrano non tanto sull’eliminare/ridurre gli alimenti ricchi di colesterolo, quanto nella:

1) Riduzione dei grassi saturi

Moderando soprattutto quantità e frequenze di consumo di alimenti di origine animale (burro, salumi e affettati, formaggi e carni grasse, frattaglie….le uova contengono più colesterolo ma molti meno grassi saturi di altri derivati animali e non vanno quindi eliminate come si crede!!) a favore di un consumo più importante di proteine vegetali (legumi) e pesce. Inoltre diversi alimenti vegetali privi di colesterolo contengono invece molti grassi saturi – olii vegetali di cocco, di palma, margarina, burro di cacao e cioccolato, olio di semi di arachide e prodotti elaborati che contengono questi ingredienti (patatine, dolci e creme vegetali, gelati, merendine e biscotti).

E’ quindi buona norma moderare il consumo di grassi vegetali come condimento e preferire nel quotidiano alimenti freschi con una breve lista di ingredienti (es pane) ai suddetti prodotti trasformati e confezionati. Attenzione in particolare al possibile contenuto di grassi insaturi trans altamente nocivi, prodotti da “grassi vegetali idrogenati” (attenzione agli ingredienti in etichetta!! soprattutto per creme vegetali ) o riscaldati a temperature molto elevate (>220°C …fritture, grigliature, tostature)

2) Riduzione/eliminazione dell’alcool

3) Assunzione alimentare (prima che da integratori!!) di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie

Come acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi omega- 3, EPA e DHA e omega-6 (pesce, alghe, semi oleosi e frutta secca), fibre solubili e diversi fitocomposti (frutta, verdura, cereali e legumi).

Tutti questi accorgimenti permettono la concomitante riduzione dell’assunzione di sale (salumi, insaccati, formaggi, prodotti trasformati e confezionati) , contribuendo anche a ridurre un altro fattore di rischio cardiovascolare -quello della pressione arteriosa, e li ritroviamo nel modello di dieta mediterranea.

4) E’ infine essenziale la riduzione di eccessi calorici o -se si è in sovrappeso- un ragionato calo di peso a carico perlopiù del grasso addominale viscerale.

In questa direzione è utile adottare una dieta moderatamente ipocalorica e ipolipidica (le diete low-carb NON sono raccomandate: cereali integrali e legumi sono alimenti fortemente raccomandati in adeguate quantità) ma soprattutto da uno stile di vita attivo e una regolare attività fisica.

L’ATTIVITA’ FISICA

L’attività fisica – in particolare quella aerobica – è insieme alla dieta un braccio di trattamento prioritario e non trascurabile per curare l’ipercolesterolemia: non solo “brucia” le LDL e aumenta i livelli di HDL “buone” ma riduce anche molti altri fattori di rischio cardiovascolare (riduce l’adiposità viscerale e l’infiammazione, riduce lo stress ossidativo e migliora la funzione dei vasi sanguigni, migliora la sensibilità all’insulina riducendo la glicemia).

Quindi, sì a integratori e farmaci, purché sempre supervisionati razionalmente dal medico e mai come unico intervento, bensì come affiancamento/supporto a prioritari indispensabili cambiamenti dello stile di vita (dieta e attività fisica), ragionati e calibrati anche questi in funzione della situazione della persona e degli obiettivi condivisi.

All’Officina del Corpo ti consiglieremo quale percorso dovrai seguire per curare l’ipercolesterolemia.

Diana Severgnini-Dietista

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